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L'Ing.
Sergio Graziosi ha svolto la sua attività professionale nelle Ferrovie
dello Stato dove è stato responsabile dell'Ispettorato Esercizio
Ferroviario e Lavoro/Ambiente della Direzione Sicurezza di Sistema. La
Direzione fu così denominata in seguito ad una riorganizzazione
interna che avvenne dopo l'incidente del Pendolino e dopo che le FFSS
[ora Trenitalia] fecero una operazione di benchmarking con il servizio
Sicurezza Volo di Alitalia di cui allora era responsabile il Com.te Silvano
Silenzi. La collaborazione con l'Ing. Graziosi, che ora ha lasciato il
servizio ed ha assunto il prestigioso incarico di Presidente della FICT,
continua, come si può constatare dall'iniziativa che lo stesso
Ing. Graziosi ci descrive.
La sicurezza del trasporto aereo - Una
iniziativa della FICT
Premessa
La FICT è la Federation
Internationale des Cadres des Transports. Vi aderiscono organizzazioni
nazionali di Cadres (nel senso europeo, in Italia Dirigenti e Quadri)
in tutto o in parte impegnati nel settore dei trasporti.
La Cida è rappresentata da Federmanager e Fendac. Sono presenti
organizzazioni di cadres francesi, danesi, svedesi, inglesi, belgi e lussemburghesi.
La presenza italiana si completa con associazioni di quadri del trasporto
aereo e ferroviario.
La FICT ha in atto da diversi anni un proficuo dialogo informale
con la Commissione Europea, dapprima solo per le problematiche
del trasporto ferroviario, successivamente anche sul trasporto marittimo
e di recente sul trasporto aereo. Sono stati prodotti svariati documenti
che hanno destato l’interesse della Direzione Generale Trasporti ed
Energia (DGTREN) della Commissione Europea, in particolare
le riflessioni sviluppate a più riprese sulla sicurezza dei trasporti
e sui rischi connessi ai processi di liberalizzazione in atto di mercati
finora protetti.
Dopo l’incidente di Linate dell’ottobre 2001 il problema della sicurezza
dell’aviazione civile è stato preso di petto dalla FICT
con l’assistenza di esperti della sicurezza aerea fra i migliori oggi
esistenti in Italia, con grande competenza diretta del settore. E’ stato
prodotto un rapporto sul quale si è avviata una riflessione congiunta
con DGTREN al livello (addirittura) del Direttore Centrale del
Trasporto aereo nonchè del responsabile della sicurezza. Entrambi,
infatti, ci hanno ricevuto pochi giorni dopo la ricezione del rapporto.
E’ piuttosto deprimente constatare che quando si pongono problemi seri
se ne può facilmente parlare con la commissione Europea ma non
con le autorità italiane. Lo stesso rapporto inviato ad una
pluralità di indirizzi del nostro paese ha finora avuto ben pochi
segnali di attenzione.
In Italia c’è da lavorare molto per l’affermarsi della cultura
della "governance" e della attenzione agli "Stakeholder" (bella parola
inglese per indicare i "portatori di interesse").
Espongo brevemente il contenuto del rapporto, l’esito del primo incontro
con la DGTREN del marzo scorso e alcune riflessioni sulla situazione
in atto nel nostro paese.
Il rapporto
Si sottolinea la necessità che si
sviluppi una nuova cultura della sicurezza dei trasporti e che tale cultura
sia europea, nel senso che il processo di costruzione sostanziale dell’Unione
non può tralasciare l'obiettivo di una omogeneizzazione della sicurezza
dei cittadini, delle merci e dell’ambiente, qualsiasi sia il paese europeo
nel quale avviene il trasporto. Non solo, ma tale assunto deve essere
valido per tutti i movimenti da e verso i paesi extracomunitari.
Per nuova cultura della sicurezza si intende un approccio che vada oltre
quello, necessario ma non sufficiente, dello scenario normativo regolamentare
ed in ultima analisi legale.
Noi pensiamo alla moderna visione sistemica che considera ogni sistema
complesso (ed un sistema di trasporti lo è) scomponibile in processi
parziali ed in attività anche elementari la cui coerenza e il cui
controllo continuo garantiscono ragionevolmente la stabilità
del sistema stesso.
In definitiva non c’è componente dell’azienda di trasporto, nonché
del sistema paese o del sistema Europa e del sistema mondo, che possa
a priori ritenersi fuori da una qualche responsabilità in tema
di sicurezza dei trasporti.
Ecco perché tale nuovo approccio dovrebbe essere fatto proprio
dall’Europa, in particolare nella fase di consolidamento sostanziale dell’unione.
Pilastri di tale visione sono:
- Il ritorno di esperienza, cioè
l’analisi non solo dei fattori causali degli incidenti ma anche delle
situazioni di esercizio anomalo. Nulla deve essere escluso dall’analisi,
dagli errori degli operatori di prima linea alla efficacia ed efficienza
di norme, regolamenti e leggi, fino alle decisioni manageriali di monte.
Con questo metodo si cerca di risalire alle cosiddette falle latenti,
vale a dire a quelle debolezze del sistema, remote nel tempo e nello
spazio, che possono essere i precursori del collasso del sistema stesso,
cioè dell’incidente.
- La riflessione precedente suggerisce
la necessità di una banca dati europea di sicurezza per ciascuna
modalità trasportistica, e l’instaurarsi delle condizioni culturali
e legali atte a favorire l’emersione delle falle latenti, attraverso
l’incoraggiamento del "confidential report".
In altri termini chiunque, dall'operatore
al manager, abbia esperienze personali da raccontare per migliorare
la sicurezza, dovrebbe poterlo fare senza tema di ritorsioni. Nei sistemi
giuridici dei paesi a "common law" tali comportamenti sono favoriti,
negli altri paesi no (anche per motivi culturali; non solo legali).
- Norme, regolamenti, sistemi
di gestione devono essere omogenei fra tutti i paesi europei. Nel caso
aereo ciò è facilitato dall’esistenza della ICAO, International
Civil Aviation Organisation , istituita con la convenzione di Chicago
del 1944 ed alla quale tutti i paesi della Comunità aderiscono.
La ICAO ha emesso un poderoso insieme di norme, in particolare nei cosiddetti
annessi, che riguardano non solo gli aspetti di costruzione degli aeromobili
ma anche e soprattutto un vero e proprio sistema di gestione dell’aviazione
civile. Orbene, dall’esame dei riporti annuali che ciascun paese fa
sullo stato di recepimento delle norme ICAO e dei relativi annessi,
ne viene un panorama sconsolante, evidenziandosi un alto grado di disomogeneità
di ricezione da paese a paese.
- La formazione e l’addestramento del
personale, sia delle compagnie che degli altri attori interessati, siano
uomini del front-line che del management, ivi inclusa la dirigenza statale
di settore, deve essere considerata strategica da ciascun paese dell’Unione
e l’Unione stessa deve farsene garante. Sempre in termini di omogeneità
e tempestività, con l’evoluzione degli scenari complessivi, tecnico-normativo,
scientifico-legali.
Riassumendo: Ritorno di esperienza, omogeneità
di ricezione del complesso normativo ICAO, formazione ed addestramento
sono per la FICT i pilastri di un buon sistema di gestione dell’aviazione
civile.
Di ciò si è discusso a Bruxelles.
Incontro con la DGTREN
La discussione è stata ampia e molto
esplicita. In estrema sintesi per ciascuno dei pilastri detti prima si
può riferire quando appresso:
Ritorno di esperienza
I nostri interlocutori concordano con
noi sull’esigenza di avere una banca dati completa degli eventi anomali
su scala Europea.
Il documento in bozza: "Directive of European Parliament and of the
Council on occurance reporting in civil avition" è senz’altro
un ottimo punto di partenza anche se attualmente è bloccato da
alcune problematiche "politiche" relative al contrasto Gran Bretagna/Spagna
per Gibilterra.
Particolare rilievo assume l’articolo 9 del citato documento, concorde
sulla estrema utilità del "confidential report". Vi sono però
alcune forti pressioni burocratiche affinché venga abolito, nonostante
il parere favorevole dei tecnici impegnati alla stesura del documento.
Altra difficoltà è chi dovrà gestire questi dati.
L’idea è quella di affidarli ad una Fondazione che, in qualità
di soggetto terzo, darebbe garanzia di obiettività e di protezione;
tuttavia la Commissione attualmente, non è in grado di fornire
aiuti e sponsorizzazioni a "fondazioni", per cui attendono una eventuale
possibilità, creata dalla nascita della EASA (European Aviation
Safety Agency), che essendo di nuova formazione, potrebbe trovare spazi
legislativi tali da prevedere sponsorizzazioni a "fondazioni" di interesse
aeronautico.
Annessi ICAO
La FICT ha sottolineato che ritiene apprezzabile
che l’articolo 18 della costituenda EASA preveda che "L’Agenzia assisterà
gli stati membri affinché possano rispettare gli obblighi internazionali
(ICAO)". Abbiamo ribadito la nostra opinione che questo sforzo debba
essere sempre più coordinato e finalizzato.
I nostri interlocutori, pur concordando sulla attuale scarsa omogeneità
tra i vari Stati dell’Unione Europea, sull’accettazione o sulla dichiarazione
di differenze relative agli Annessi ICAO, hanno fatto intendere che
la Commissione nel medio termine, è indirizzata al recepimento
degli annessi relativi agli equipaggi (Annesso 1) e alla aeronavigabilità
degli aeromobili (Annessi 6-8). Per quanto riguarda gli altri Annessi,
i tempi non sono prossimi.
Addestramento e formazione
L’addestramento e la formazione sono
senz’altro uno dei problemi più importanti.
In genere sia i piloti, sia i controllori di volo sono ben addestrati
e controllati.
Si auspicherebbe che un simile addestramento venisse effettuato
anche per tutto il personale, che in qualche maniera orbita intorno
all’attività aeronautica ad iniziare dal top-management
e a caduta su tutti gli addetti ai lavori.
In particolar modo per quanto riguarda le figure professionali della
dirigenza delle autorità governative dove una cultura in tal
senso è assolutamente necessaria per poter espletare al meglio
le funzioni di emanatori di regole e di controllori.
Sia l’addestramento sia la formazione sono ben visti dalla Comunità
Europea anche se non sembrano essere inseriti in un sistema coordinato,
con chiari obiettivi, finalizzati all’addestramento Top-down auspicato
dalla delegazione FICT.
Un cenno sulla situazione italiana
Ho già detto della difficoltà
incontrata nella richiesta di incontro con gli "attori" italiani dell’aviazione
civile, siano interlocutori istituzionali o no.
Per quello che sappiamo c’è da rilevare l’attività delle
due commissioni consultive istituite dal Ministro delle Infrastrutture
e dal Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.
Tali Commissioni hanno prodotto delle linee guida per la riforma dell’organizzazione
dell’Aviazione Civile nazionale. Per quello che abbiamo appreso informalmente
non possiamo non dichiararci perplessi.
La perplessità maggiore riguarda la ventilata ipotesi della cancellazione
della figura del Direttore di Aeroporto, col passaggio delle sue attribuzioni
ad un responsabile cui sono conferiti poteri decisionali per il corretto
svolgimento delle attività aeroportuali. Ciò non appare
molto comprensibile se si pensa alle attribuzioni di responsabilità
internazionale assunte con l’adesione alla Convenzione di Chicago, che
non possono certo essere delegate a soggetti privati quali i gestori aeroportuali.
Ma, ripeto, un presidio di consultazione con le autorità italiane
non è ancora attivo. Noi speriamo di poterlo ottenere, anche attraverso
questo articolo e la rilevanza politica della CIDA e di Federmanager,
per avere così l’esatto stato dell'arte e dare il nostro costruttivo
e sereno contributo.
Sergio Graziosi
Presidente FICT. Federation Internationale Cadres des Transports
Questo è il
testo della lettera inviata dalla FICT alla DGTREN
F.I.C.T.
Fédération Internationale des Cadres des Transports
Premessa
La sollecitazione che intendiamo formalizzare
con queste brevi considerazioni non mira ad indicare ed ottenere una delle
tante possibili soluzioni al problema che riteniamo di aver di fronte,
ma intende evidenziare alcuni aspetti che in alcuni paesi della comunità
possono o potrebbero creare difficoltà alla realizzazione dello
scopo di seguito delineato.
Scopo
Lo scenario del trasporto passeggeri e
merci europeo vede al proprio interno diverse modalità articolate
su diversi sistemi nazionali che devono essere progressivamente
armonizzati tra loro per consentire lo sviluppo di un sistema
continentale, intermodale, sicuro, ordinato ed
efficiente.
A tal fine è necessario concentrare il massimo impegno di risorse
verso la definizione di una regolamentazione europea valida ed
obbligatoria per tutte le modalità di trasporto in ogni
nazione dell'Unione Europea e per ogni nazione al di fuori di essa,
che intenda utilizzare con organizzazioni, macchine e operatori di propria
appartenenza, l'ambiente fisico e normativo dell'Unione Europea.
Obiettivi
Considerando le modalità di trasporto:
- passeggeri-merci,
- per via aerea,
- via acqua (mare, lago, fiume),
- via terra (ferro, gomma) e
- gas-liquidi per condotta (pipeline),
vanno uniformate le normative nazionali
laddove le eventuali differenze comportino aspetti formali e sostanziali
in grado di interferire
- con la incolumità delle persone,
- con l'integrità delle cose,
- con la salvaguardia dell'ambiente.
Considerazioni
La cronaca recente ha messo in evidenza
che alcune modalità di trasporto possono essere interessate da
disastri o incidenti che comportano danni a persone e/o a cose non limitate
all'ambito nazionale.
Modes of transportation share the operational
environment of each nation at a different level. Air transport of passengers
and freights is a typical example of reciprocal use of airspace and operational
facilities. Something similar occur on the roads or on the sea and even
along the rivers, for freight transportation. People generally use national
railways systems mainly within their own country. Therefore the approach
to transport safety may go from a local perspective of rules to a continental
view to set the standard and regulations.
Le modalità di trasporto interessano
il contesto di ogni singola nazione in modo diverso.
Il trasporto per via aerea di passeggeri e merci è l'esempio tipico
di uso reciproco di spazio aereo e strutture operative. Qualcosa di simile
avviene per il trasporto merci su strada e via mare, e a volte, via fiume.
La gente usa il sistema ferroviario principalmente all'interno del proprio
paese. Pertanto l'accostamento alla sicurezza del trasporto può
andare da una prospettiva locale di norme ad una visione continentale
per stabilire standard e regole.
E' utile fare alcuni esempi.
L'incidente aereo di Linate dell'8 ottobre 2001, ha visto due aerei di
diversa nazionalità andare distrutti nel territorio di uno Stato
terzo con vittime delle tre rispettive nazionalità e di altre ancora.
Analogo coinvolgimento di diverse nazionalità, e di conseguenze
ambientali incrociate, è il risultato di altri eventi accaduti
a trasporti su gomma nei quali il tipo di merce ha comportato una maggior
gravità dei danni.
Il trasporto su ferro è, attualmente, una opzione prevalentemente
nazionale, anche se la nuova tecnologia relativa alle alte velocità
porterà la modalità su ferro ad una utilizzazione mista
da parte dei cittadini dell'UE e successivamente ad una maggior permeabilità
dei sistemi ferroviari nazionali che potrebbe consentire la percorribilità
reciproca delle rispettive reti da interi convogli.
Questa inquadratura sintetica mette in evidenza immediatamente l'obiettivo
più importante della sicurezza operativa, cioè la
salvaguardia dell'incolumità delle persone e dell'integrità
ambientale.
Parlare di sicurezza vuol dire realizzare
la prevenzione degli incidenti e, dal momento che in ogni modalità
di trasporto gli incidenti avvengono a causa dei comportamenti degli operatori
umani di prima linea, risulta necessario attuare politiche idonee ad individuare
i fattori umani ed il tessuto organizzativo che predispone a comportamenti
inadeguati, errori o violazioni degli stessi operatori.
I metodi di prevenzione degli incidenti, focalizzando l'attenzione sul
fattore umano hanno portato ad uno stato dell'arte che richiede un accostamento
sistemico al problema.
In altre parole il sistema di trasporto,
costituito dagli elementi uomo-macchine-ambiente-norme di impiego, funzionali
al servizio, deve possedere anche una funzione di retroazione (feedback)
che consenta una verifica costante della qualità della sicurezza
del servizio stesso.
In aviazione, nei paesi con diritto common-law,
è stato possibile realizzare, ad iniziare dal sistema aviazione,
dei programmi di segnalazione di circostanze anomale, di eventi di pericolo
e di mancati incidenti che si sono rivelati insostituibili per detta funzione
di retroazione finalizzata ad evitare disastri e incidenti gravi.
L'operatore di prima linea ha la garanzia di non perseguibilità
nel momento stesso che la sua segnalazione di un proprio errore, che sia
causa diretta o contributiva di una circostanza anomala, di un evento
di pericolo o di un mancato incidente, consente di rilevare l'evento e
di analizzarne la dinamica causale. In caso contrario, dell'evento non
resterebbe traccia, a meno che si verifichi un danno, e questo è
proprio ciò che si vuole evitare.
La costituzione di banche dati attraverso la raccolta [differenziata
per gravità e ricorrenza delle segnalazioni] mette in condizione
coloro che regolano e dirigono il sistema, di attuare provvedimenti di
prevenzione mirati ed efficaci attraverso specifiche matrici di accertamento
del rischio e, quindi, della sua valutazione e gestione
In alcuni paesi, d'altro canto, lo stesso termine «rischio» è giuridicamente
coinvolgente e comporta l'intervento della magistratura nei confronti
dell'autore di una segnalazione di mancato incidente. In questi paesi
è molto difficile proporre ed ottenere, allo stato del diritto,
la realizzazione di programmi di segnalazione a carattere confidenziale
e riservato. Questo è uno dei maggiori impedimenti per la realizzazione
della insostituibile funzione di feedback nei sistemi di trasporto di
questi paesi.
Da questa premessa passiamo a considerare
iniziative in atto nell'UE per attuare la funzione illustrata e prendiamo
in esame il documento: Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio
sulla segnalazione di eventi nell'aviazione civile - Directive of the
European Parliament and of the Council on occurrence reporting in civil
aviation che abbiamo osservato in bozza.
Esso ci consente di formalizzare in modo
sintetico la posizione della Federation Internationale des Cadres des
Transports sull'argomento.
Condividiamo pienamente l'impostazione
ed il contenuto della proposta e condividiamo, altresì, la riserva
espressa in relazione alla cancellazione dell'Article 9 - Confidential
reporting, essendo profondamente convinti della necessità di
disporre della segnalazione volontaria di chiunque rilevi carenze e problemi
percepiti come possibili pericoli per il sistema aviazione e che si possa
garantire la non identificazione dell'autore della segnalazione solo ad
un organismo autonomo preposto alla ricezione della segnalazione, per
un eventuale approfondimento di analisi, il cui fine è la diffusione
delle dinamiche causali dell'evento per soli scopi di prevenzione.
Crediamo che tale impostazione sia necessaria affinché il criterio
della segnalazione de-identificata, seppur, come detto, non anonima, si
possa estendere ad ogni modalità di trasporto pubblico per la realizzazione
della funzione di retroazione, e non debba essere circoscritta al solo
sistema aviazione.
Ma è in relazione al sistema
aviazione che la F.I.C.T ritiene necessario segnalare l'esigenza inderogabile
di attuare l'uniformità regolatoria nella UE elevando lo status
di Requirement a quello di Regulation delle JAR con un obbligo preliminare
fondamentale per tutti gli Stati.
Essi dovranno avere una organizzazione
del proprio sistema nazionale dell'aviazione civile conforme al dettato
dell'International Civil Aviation Organization (ICAO) e
dell'ECAC e dovranno avere nel proprio ordinamento giuridico un
Codice di Regolamentazione che definisca l'applicazione degli Annessi,
dei Documenti e del Materiale Guida emanato ed aggiornato
dall'ICAO.
Questa organizzazione è, ad esempio, completamente disattesa
nell'ordinamento giuridico italiano e dobbiamo rilevare, dalle conclusioni
e dalla sentenza della Corte d'Appello di Venezia sul procedimento giudiziario
relativo al disastro di Verona del 13 dicembre 1995 [un Antonov 124 precipitò
al suolo dopo il decollo] che normative incoerenti e regole contraddittorie
predisposero gravi omissioni di altri operatori che avrebbero potuto impedire
il comportamento errato dell'equipaggio.
Inoltre i commenti e le valutazioni di esperti del sistema aviazione e
di investigazione degli incidenti d'aviazione, da noi intervistati, hanno
confermato che tale condizione è fortemente indiziata di aver creato
i presupposti favorevoli al compiersi del disastro di Linate dell'8 ottobre
2001.
In conclusione riteneniamo di avere così evidenziato i principali
ostacoli, a cui facevamo riferimento in premessa, che impediscono la realizzazione
di un sistema di trasporto continentale, intermodale, che sia prima di
ogni altra cosa, sicuro.
Riteniamo di avere, altresì, indicato come possano e debbano essere
rimossi tali ostacoli e a tal fine la F.I.C.T., che mi onoro di
presiedere, è a chiedere l'impegno della Direction Generale
Energie & Transports e dichiara la disponibilità della
propria organizzazione e dei propri iscritti per favorire culturalmente
il raggiungimento dello scopo.
Il Presidente F.I.C.T.
Ing. Sergio Graziosi
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