AIRMANSHIP





Riceviamo e pubblichiamo questa lettera dell'Ing. Andrea Mennella (UCT Venezia Tessera) a conferma dei problemi e del malessere che attanagliano gli Addetti agli Uffici Controllo Traffico (UCT). Una situazione che era stata già evidenziata da Michele D'Onofrio (Presidente dell'ANATA) nel Convegno di Calderara di Reno del 15 dicembre 2001. I problemi erano stati ampiamente anticipati da Renzo Dentesano su questo sito, il malessere è confermato dalla lettera che pubblichiamo.


Al comandante Renzo Dentesano,

Con la presente mi prendo la libertà, nonché il piacere, di esprimerle la mia più piena approvazione in merito a quanto da lei affermato nell’articolo pubblicato sul sito airmanship on line, intitolato COMMENTO ALLA RELAZIONE RIGGIO, con particolare riferimento a quello che dovrebbe essere il ruolo del Direttore di aeroporto (come, guarda caso, previsto dal Codice della Navigazione) e dei suoi assistenti, gli addetti al traffico dell’UCT.
Sono un ingegnere approdato un po’ per caso, assieme ad altri colleghi, circa sei anni fa nel mondo dell’aviazione civile come risultato di un "travaso" di personale conseguente a quelle ristrutturazioni che ultimamente caratterizzano la vita delle Amministrazioni Pubbliche.
Fatto sta che dopo il passaggio all’allora DGAC per colmare una palese carenza di personale operativo, ed un lungo e travagliato cammino irto di difficoltà amministrative siamo stati (da poco) fatti transitare nei ruoli di ENAC.
Ma vado immediatamente a terminare questa personale premessa che vuole avere il solo scopo di porre in evidenza che il sottoscritto non vanta una grossa esperienza professionale nel campo dell’aviazione civile, ma ciò comunque non mi impedisce di valutare la realtà lavorativa in cui mi trovo inserito.

Sono infatti un addetto al traffico dell’UCT di Venezia Tessera e posso dire, senza timore di smentita, che lo sono divenuto in maniera totalmente autodidattica, come del resto è avvenuto per i miei colleghi transitati con me. Mi rendo conto che già tale affermazione potrebbe suscitare giusta (e condivisa) indignazione, ma le assicuro che comunque il confronto quotidiano con certe figure professionali di più alto livello, che hanno maturato la loro lunga carriera nella DGAC prima che in ENAC, non ci fa assolutamente sfigurare.
Certo, a fronte di tanti e tali compiti richiesti ad un addetto al traffico aereo, l’assoluto disinteresse del proprio Ente nei confronti della preparazione professionale dei suoi operatori non può che avvilire.
In particolar modo quando si avverte palesemente che il tentativo strumentale di screditare il risultato degli sforzi personali, viene proprio dall’interno.

Così in questi ultimi mesi i Direttori di aeroporto conducono un vero e proprio attacco organizzato rivolto agli UCT e agli addetti al traffico, tentando di delegittimarne il ruolo con veri e propri atti di soppressione della figura professionale, atti che trovano giustificazione tutti nelle circolari di indirizzo dell’ENAC.

A Venezia si assiste così alla emissione di ordini di servizio da parte della Direzione che stabiliscono la unilaterale chiusura dell’UCT, o meglio che stabilirebbero la chiusura, se una vera e propria rivolta a livello sindacale non costringesse il Direttore di aeroporto a ritrattare le intenzioni davanti al Prefetto di Venezia.

Così la strategia cambia e si aspetta la coincidenza della malattia di due addetti al traffico per trovare la scusa di "comandare" la chiusura dell’UCT ed il passaggio in blocco delle sue attribuzioni alla Società di Gestione, se non fosse per i due addetti al traffico del turno successivo che si fanno carico autonomamente di coprire la carenza per ben 24 ore continuate e senza il minimo supporto organizzativo della Direzione, e denunciano l’accaduto depositando un esposto a loro nome (e a loro rischio) presso la stazione aeroportuale della Polizia e dei Carabinieri.
Ma del resto questo è il comportamento di un dirigente (il Direttore di aeroporto di Venezia) che evidentemente gode di gran stima da parte di ENAC, visto che si trova ad esercitare ad interim da qualche mese sia la carica di Direttore della DCA di Venezia che di Direttore della DCA di Trieste.
Come del resto va anche chiarito che ENAC è quell’Ente che ha sottoscritto un CCNL che puntualmente non rispetta.

E’ lo stesso Ente che dalla sua istituzione (1997) ad oggi, adducendo una immensità di problemi organizzativi legati al periodo di transizione, non ha mai preso in considerazione alcun serio programma di professionalizzazione del suo personale (accidenti quasi quasi mi stavo dimenticando del corso di tre giorni che è stato fatto a tutto il personale sull’uso di Microsoft Word), e che non paga da oltre 16 mensilità le indennità di turno a tutto il personale degli UCT che pur continua a presidiare gli aeroporti sostenendo i turni notturni e festivi, mentre i direttori di aeroporto e il direttore generale se ne stanno tranquillamente a casa.
Come vede purtroppo, le giuste e condivise opinioni sulla ristrutturazione e sulla riorganizzazione del mondo dell’aviazione civile italiano spesso si infrangono anche sugli ostacoli della mala amministrazione, e ciò non può che portare a pensare come sia prioritario lavorare affinché alla guida di Enti cui spetta un giusto peso nel processo di riorganizzazione dell’aviazione civile italiana siano poste persone che hanno la volontà di migliorare tale contesto e non considerino invece il loro compito come una delle tante tappe della loro carriera dirigenziale.

Ing. Andrea Mennella

…ed i nodi vengono al pettine, come dimostra questa email inviataci poco prima di andare on line con questa edizione speciale!

 

Sicurezza negli aeroporti, realtà o finzione?

Dopo le denunce ai Carabinieri e alla Polizia sugli escamotages adottati per legittimare la chiusura dell’Ufficio Controllo Traffico ENAC di Venezia, i conseguenti incontri con il Prefetto di Venezia promossi dalle RSU per far desistere dal tentativo di elidere l’ultimo baluardo di controllo pubblico previsto dalla legge in un ambiente oramai totalmente lasciato alla merce dell’interesse privato, ci risiamo.
L’ordinanza 30/2002 del Direttore di aeroporto di Venezia datata 6 luglio 2002, "…considerate le precedenti ordinanze e visti gli artt. 725, 792, 823 del Codice della Navigazione, gli esiti e i seguiti delle Conferenze dei Servizi e dei Comitati di sicurezza", testualmente:

ORDINA

  1. promosso l’Ufficio Controllo Traffico ad Ufficio di Direzione;
  2. ubicato il relativo Personale nei corrispondenti vani e locali della Palazzina Direzionale;
  3. operativo il trasloco a far data 00.01 del 09 luglio 2002, in modo da mettere a disposizione SAVE – con il trasferimento dei flussi – locali immediatamente utilizzabili a Sala Gestione Unità di Crisi, in attesa di migliore definizione ad ottimizzazione intervenuta nella Nuova Aerostazione.

In sintesi l’ordinanza impone il "trasloco in Direzione" dell’Ufficio Controllo Traffico e del suo personale, questa volta prendendo a spunto il passaggio alla nuova aerostazione e la "necessità di sigillare tutti i locali della vecchia aerostazione per questioni di sicurezza", come dalla citata ordinanza 29/2002; anche se nella stessa ordinanza 30 il Direttore si contraddice precisando che i locali saranno destinati alla Sala Gestione Unità di Crisi.
A rafforzare l’ipotesi che si tratti anche stavolta soltanto di una scusa sta il fatto che il personale SAVE addetto al Coordinamento Operativo di Scalo (COS) che svolge il suo servizio nell’ufficio adiacente all’UCTA ENAC continuerà normalmente nella sua attività senza alcun problema.

Ma abbandoniamo queste banalità e cominciamo ad esaminare dettagliatamente le conseguenze dirette della ordinanza 30/2002.

E’ intanto fuori dubbio come ogni intervento sulla vecchia aerostazione sia una legittima necessità gestionale che poco ha a che vedere con l’esistenza dell’UCTA di Venezia. Infatti una responsabile organizzazione di ENAC intenzionata a mantenere tale ufficio avrebbe avuto tutto il tempo di concordare preventivamente per una nuova, e magari più efficiente, locazione dell’UCTA all’interno della nuova aerostazione. Ma l’intento chiaro da parte della Direzione di Venezia è quello di concorrere alla eliminazione del controllo pubblico negli aeroporti per lasciare campo libero al privato, vendendo all’opinione pubblica tale proposito come una efficiente riorganizzazione. E il personale che attualmente svolge le mansioni di addetto al traffico come sarà utilizzato da ENAC? Con quali compiti? A questo interrogativo lo stesso Direttore risponde citando i compiti di Polizia della Navigazione senza spiegare però in che maniera gli addetti al traffico potranno esercitare tale funzione dopo essere stati spogliati di ogni strumento.

In realtà gli operatori aeroportuali, le compagnie aeree, i piloti, ma soprattutto i passeggeri, per i diritti dei quali ENAC si dichiara così attento, devono essere messi a conoscenza del fatto che quell’ufficio che fino ad ora ha puntualmente verificato il regolare svolgimento in sicurezza delle operazioni in piazzale, ha controllato la regolarità delle operazioni preventive al decollo degli a/m, riscontrando sovente delle difformità ed intervenendo a totale garanzia della sicurezza del trasporto aereo (la prova di tali affermazioni è facilmente ritrovabile nella consistente raccolta di rapporti al Direttore, spesso non considerati con la dovuta attenzione proprio dalla Direzione stessa), con questa ordinanza del Direttore di Venezia, verrà a sparire. Infatti "promuovere l’Ufficio Controllo Traffico ad Ufficio di Direzione" nelle intenzioni del Direttore di Venezia, che verranno confermate dai fatti se nessuno fermerà questa operazione, significa elidere con un solo colpo tutta la organizzazione (documentale e strumentale) alla base dello svolgimento dell’attività di addetto al traffico, cancellando di fatto tale ruolo.

Cosa è logico aspettarsi quindi per il futuro? Niente meno di quanto è ampiamente descritto nella oramai famosa, per gli addetti ai lavori, circolare ENAC APT08B che da indicazione sui controlli in aeroporto e sulla reinterpretazione degli artt. 801 e 802 del Codice della Navigazione (mai abrogati); ossia nel momento in cui verrà a verificarsi un problema (vedi per esempio il caso di un aeromobile pronto a partire con un piano di carico in cui l’underload è negativo, e fai uno sforzo di memoria fino ad arrivare al disastro di Verona del 1995) allora l’agente di rampa avrà il dovere di riferirlo al suo responsabile, che valuterà se riferirlo al responsabile della Società di Gestione, che a sua volta, dopo aver insindacabilmente valutato se sia il caso di intervenire, deciderà, forse, di avvisare la Direzione di aeroporto. Ma chi? Il Direttore della DCA di Venezia che è anche Direttore della DCA di Trieste? Sempre che non sia impegnato in qualche compito di rappresentanza. E tutto questo non potrà che ingenerare confusione negli operatori, che finora hanno sempre considerato e visto con favore la presenza di un soggetto super partes cui far riferimento per la soluzione delle tante e quotidiane problematiche aeroportuali.

Per farsi poi un idea di quanto la Società di Gestione veneziana sarà capace di dare la massima priorità alla sicurezza delle operazioni in aeroporto, basta leggere una intervista riportata sul Gazzettino di Venezia del giorno 5 luglio 2002, di cui si riporta un significativo stralcio, e nella quale un rappresentante sindacale SAVE esterna il seguente giudizio sulla attenzione che SAVE pone in merito alla professionalità del personale utilizzato: "… Il problema della formazione del personale resta centrale: «Lavorare in un aeroporto è complicato, necessita di una professionalità particolare - aggiunge Tronchin - L'altro giorno hanno messo un ragazzo assunto da un'agenzia interinale su un muletto, questo ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro un aereo»…".

Concludiamo mettendo in risalto il momento in cui vengono prese queste decisioni da parte di ENAC o dei suoi rappresentanti. La stagione estiva è iniziata e con essa l’incremento del traffico aereo; vi è la nuova aerostazione da far entrare in servizio con tutte le difficoltà che un passaggio del genere comporta; si eliminano gli UCTA quale ultimo punto di riferimento pubblico operativo. Sembra proprio che dalle numerose giornate consumate negli ultimi mesi nelle varie sedi a discutere della sicurezza del traffico aereo in conseguenza dei tragici episodi che hanno caratterizzato la fine dello scorso anno, non sia stato tratto alcun insegnamento da parte di chi considera nelle sue disposizioni (vedi ordinanza 01/2002 del Direttore di Venezia) il servizio svolto dagli UCTA un "residuo di gestione ingenerante danno erariale".

RSA SULTA – ENAC Venezia

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