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Al comandante Renzo Dentesano, Con la presente mi prendo la libertà,
nonché il piacere, di esprimerle la mia più piena approvazione
in merito a quanto da lei affermato nell’articolo pubblicato sul sito
airmanship on line, intitolato COMMENTO
ALLA RELAZIONE RIGGIO, con particolare
riferimento a quello che dovrebbe essere il ruolo del Direttore di aeroporto
(come, guarda caso, previsto dal Codice della Navigazione) e dei suoi
assistenti, gli addetti al traffico dell’UCT. Sono infatti un addetto al traffico dell’UCT
di Venezia Tessera e posso dire, senza timore di smentita, che lo sono
divenuto in maniera totalmente autodidattica, come del resto è
avvenuto per i miei colleghi transitati con me. Mi rendo conto che già
tale affermazione potrebbe suscitare giusta (e condivisa) indignazione,
ma le assicuro che comunque il confronto quotidiano con certe figure professionali
di più alto livello, che hanno maturato la loro lunga carriera
nella DGAC prima che in ENAC, non ci fa assolutamente sfigurare. Così in questi ultimi mesi i Direttori di aeroporto conducono un vero e proprio attacco organizzato rivolto agli UCT e agli addetti al traffico, tentando di delegittimarne il ruolo con veri e propri atti di soppressione della figura professionale, atti che trovano giustificazione tutti nelle circolari di indirizzo dell’ENAC. A Venezia si assiste così alla emissione di ordini di servizio da parte della Direzione che stabiliscono la unilaterale chiusura dell’UCT, o meglio che stabilirebbero la chiusura, se una vera e propria rivolta a livello sindacale non costringesse il Direttore di aeroporto a ritrattare le intenzioni davanti al Prefetto di Venezia. Così la strategia cambia e si aspetta
la coincidenza della malattia di due addetti al traffico per trovare la
scusa di "comandare" la chiusura dell’UCT ed il passaggio in blocco delle
sue attribuzioni alla Società di Gestione, se non fosse per i due
addetti al traffico del turno successivo che si fanno carico autonomamente
di coprire la carenza per ben 24 ore continuate e senza il minimo supporto
organizzativo della Direzione, e denunciano l’accaduto depositando un
esposto a loro nome (e a loro rischio) presso la stazione aeroportuale
della Polizia e dei Carabinieri. E’ lo stesso Ente che dalla sua istituzione
(1997) ad oggi, adducendo una immensità di problemi organizzativi
legati al periodo di transizione, non ha mai preso in considerazione alcun
serio programma di professionalizzazione del suo personale (accidenti
quasi quasi mi stavo dimenticando del corso di tre giorni che è
stato fatto a tutto il personale sull’uso di Microsoft Word), e che non
paga da oltre 16 mensilità le indennità di turno a tutto
il personale degli UCT che pur continua a presidiare gli aeroporti sostenendo
i turni notturni e festivi, mentre i direttori di aeroporto e il direttore
generale se ne stanno tranquillamente a casa. Ing. Andrea Mennella …ed i nodi vengono al pettine, come dimostra questa email inviataci poco prima di andare on line con questa edizione speciale!
Sicurezza negli aeroporti, realtà o finzione? Dopo le denunce ai Carabinieri e alla Polizia
sugli escamotages adottati per legittimare la chiusura dell’Ufficio Controllo
Traffico ENAC di Venezia, i conseguenti incontri con il Prefetto di Venezia
promossi dalle RSU per far desistere dal tentativo di elidere l’ultimo
baluardo di controllo pubblico previsto dalla legge in un ambiente oramai
totalmente lasciato alla merce dell’interesse privato, ci risiamo. ORDINA
In sintesi l’ordinanza impone il "trasloco
in Direzione" dell’Ufficio Controllo Traffico e del suo personale,
questa volta prendendo a spunto il passaggio alla nuova aerostazione e
la "necessità di sigillare tutti i locali della vecchia aerostazione
per questioni di sicurezza", come dalla citata ordinanza 29/2002;
anche se nella stessa ordinanza 30 il Direttore si contraddice precisando
che i locali saranno destinati alla Sala Gestione Unità di Crisi.
Ma abbandoniamo queste banalità e cominciamo ad esaminare dettagliatamente le conseguenze dirette della ordinanza 30/2002. E’ intanto fuori dubbio come ogni intervento sulla vecchia aerostazione sia una legittima necessità gestionale che poco ha a che vedere con l’esistenza dell’UCTA di Venezia. Infatti una responsabile organizzazione di ENAC intenzionata a mantenere tale ufficio avrebbe avuto tutto il tempo di concordare preventivamente per una nuova, e magari più efficiente, locazione dell’UCTA all’interno della nuova aerostazione. Ma l’intento chiaro da parte della Direzione di Venezia è quello di concorrere alla eliminazione del controllo pubblico negli aeroporti per lasciare campo libero al privato, vendendo all’opinione pubblica tale proposito come una efficiente riorganizzazione. E il personale che attualmente svolge le mansioni di addetto al traffico come sarà utilizzato da ENAC? Con quali compiti? A questo interrogativo lo stesso Direttore risponde citando i compiti di Polizia della Navigazione senza spiegare però in che maniera gli addetti al traffico potranno esercitare tale funzione dopo essere stati spogliati di ogni strumento. In realtà gli operatori aeroportuali, le compagnie aeree, i piloti, ma soprattutto i passeggeri, per i diritti dei quali ENAC si dichiara così attento, devono essere messi a conoscenza del fatto che quell’ufficio che fino ad ora ha puntualmente verificato il regolare svolgimento in sicurezza delle operazioni in piazzale, ha controllato la regolarità delle operazioni preventive al decollo degli a/m, riscontrando sovente delle difformità ed intervenendo a totale garanzia della sicurezza del trasporto aereo (la prova di tali affermazioni è facilmente ritrovabile nella consistente raccolta di rapporti al Direttore, spesso non considerati con la dovuta attenzione proprio dalla Direzione stessa), con questa ordinanza del Direttore di Venezia, verrà a sparire. Infatti "promuovere l’Ufficio Controllo Traffico ad Ufficio di Direzione" nelle intenzioni del Direttore di Venezia, che verranno confermate dai fatti se nessuno fermerà questa operazione, significa elidere con un solo colpo tutta la organizzazione (documentale e strumentale) alla base dello svolgimento dell’attività di addetto al traffico, cancellando di fatto tale ruolo. Cosa è logico aspettarsi quindi per il futuro? Niente meno di quanto è ampiamente descritto nella oramai famosa, per gli addetti ai lavori, circolare ENAC APT08B che da indicazione sui controlli in aeroporto e sulla reinterpretazione degli artt. 801 e 802 del Codice della Navigazione (mai abrogati); ossia nel momento in cui verrà a verificarsi un problema (vedi per esempio il caso di un aeromobile pronto a partire con un piano di carico in cui l’underload è negativo, e fai uno sforzo di memoria fino ad arrivare al disastro di Verona del 1995) allora l’agente di rampa avrà il dovere di riferirlo al suo responsabile, che valuterà se riferirlo al responsabile della Società di Gestione, che a sua volta, dopo aver insindacabilmente valutato se sia il caso di intervenire, deciderà, forse, di avvisare la Direzione di aeroporto. Ma chi? Il Direttore della DCA di Venezia che è anche Direttore della DCA di Trieste? Sempre che non sia impegnato in qualche compito di rappresentanza. E tutto questo non potrà che ingenerare confusione negli operatori, che finora hanno sempre considerato e visto con favore la presenza di un soggetto super partes cui far riferimento per la soluzione delle tante e quotidiane problematiche aeroportuali. Per farsi poi un idea di quanto la Società di Gestione veneziana sarà capace di dare la massima priorità alla sicurezza delle operazioni in aeroporto, basta leggere una intervista riportata sul Gazzettino di Venezia del giorno 5 luglio 2002, di cui si riporta un significativo stralcio, e nella quale un rappresentante sindacale SAVE esterna il seguente giudizio sulla attenzione che SAVE pone in merito alla professionalità del personale utilizzato: "… Il problema della formazione del personale resta centrale: «Lavorare in un aeroporto è complicato, necessita di una professionalità particolare - aggiunge Tronchin - L'altro giorno hanno messo un ragazzo assunto da un'agenzia interinale su un muletto, questo ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro un aereo»…". Concludiamo mettendo in risalto il momento in cui vengono prese queste decisioni da parte di ENAC o dei suoi rappresentanti. La stagione estiva è iniziata e con essa l’incremento del traffico aereo; vi è la nuova aerostazione da far entrare in servizio con tutte le difficoltà che un passaggio del genere comporta; si eliminano gli UCTA quale ultimo punto di riferimento pubblico operativo. Sembra proprio che dalle numerose giornate consumate negli ultimi mesi nelle varie sedi a discutere della sicurezza del traffico aereo in conseguenza dei tragici episodi che hanno caratterizzato la fine dello scorso anno, non sia stato tratto alcun insegnamento da parte di chi considera nelle sue disposizioni (vedi ordinanza 01/2002 del Direttore di Venezia) il servizio svolto dagli UCTA un "residuo di gestione ingenerante danno erariale". RSA SULTA – ENAC Venezia |
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