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La Riforma dell'Aviazione Civile in Italia - Roma 11 giugno 2002
Consiglio di Stato

Dopo la conclusione dei lavori della Commissione istituita dal Ministro Lunardi, presieduta dall'On.Prof. Vito Riggio e la diffusione di un progetto parlamentare elaborato dall'On. Paolo Romani, il Convegno dell'11 giugno ha affrontato i temi caldi della Riforma dell'Amministrazione dell'Aviazione Civile e la Riforma del Codice della Navigazione. Renzo Dentesano ci riferisce brevemente sugli interventi e sul dibattito con alcuni suoi commenti e valutazioni.

Il Convegno dell'11 giugno 2002 tenutosi presso il Consiglio di Stato e promosso dalla Rivista «Diritto e Pratica dell'Aviazione Civile», diretta dall'avv. Guido Rinaldi Baccelli - condirettore Sen. Egidio Pedrini e Prof. Alfredo Antonini - ha visto la partecipazione di numerosi convenuti ed esperti del settore che hanno attivamente partecipato ai lavori, ma stranamente ha visto molte defezioni tra gli iscritti a parlare.
In particolare, per quanto attiene alla I° Sessione dedicata al tema della Riforma dell'Amministrazione dell'Aviazione Civile, non si sono presentati né l'On.Stajano, vicepresidente della Commissione per il riassetto delle norme per il settore dell'Aviazione Civile, né il Dott. Di Virgilio, Direttore del Dipartimento Navigazione Marittima ed Aerea del MIT, né il Prof. Lucarelli dell'Univ. di Napoli Federico II, mentre l'intervento del Prof. Riggio, a nome del Governo, è avvenuto sbrigativamente nella sessione pomeridiana riservata alla tavola rotonda.
L'unico relatore rimasto, cioè l'Avv. Di Palma, Direttore Generale dell'ENAC, dopo aver affermato che
«la riforma dell' Aviazione Civile l'abbiamo già fatta, adesso si tratta di completarla», si è preoccupato quasi esclusivamente di sostenere che la dirigenza ENAC «ha gestito con autorevolezza il sistema», esemplificando vari casi in cui, a suo dire, sarebbe intervenuta a dirimere situazioni critiche nei confronti di operatori del settore.
Dopo aver affermato di condividere le linee guida dell'On. Romani, mette in guardia il legislatore sul fatto che si parla tanto di modifiche normative, ma nessuno si rende conto che all'ENAC servono
«le braccia per l'attuazione delle norme», [forse anche i cervelli per concepirle!].
Infine ha espresso lo strano concetto che
«il comandante che comanda a bordo è ormai un concetto vecchio, in quanto il pilota non può essere il responsabile di fronte a episodi di terrorismo».

Con la seconda sessione dedicata alla riforma del Codice della Navigazione, il primo relatore Prof. Romanelli [Presidente della Commissione per la riforma del Codice a norma dell'art.13 del D.Lg.vo n 250 del 25/7/97, istitutivo dell'ENAC], ha rimarcato che «dopo oltre mezzo secolo dalla loro promulgazione dobbiamo ancora recepire gli Annessi dell'ICAO» ma che ora ci sono due motivi di speranza: il primo è l'iniziativa governativa (non meglio specificata) di recepimento in corso al Parlamento ed il secondo consistente nell'atteggiamento dell'ENAC, pronta a recepirli sotto forma di "propri regolamenti tecnici" [con quale valenza legale nell'ordinamento giuridico di pertinenza della magistratura non è dato di sapere!].
Importante l'affermazione finale che
«il nostro Stato è inadempiente nei confronti dell'ICAO riguardo, appunto, il recepimento della normativa tecnica dell'ICAO».
Soluzione pratica e veloce:
«recepimento in via amministrativa e non come legge di Stato» ma ecco che allora si fa ancor più giustificata la nostra preoccupazione in merito a quale valenza ciò possa avere presso i Collegi giudicanti della Magistratura, quando chiamati a giudicare su disastri ed incidenti aeronautici.

Il prof. Antonini dell'Università di Udine, secondo il quale il Codice della Navigazione sarebbe archeologia del diritto aeronautico (ma non vedo come in quest'era superinformatica non si sia riusciti ad aggiornarlo, pur in presenza di Leggi che autorizzavano a farlo], ritiene che «l'ordinamento attualmente in vigore sia dato dalla prassi interna e dalla normativa comunitaria, in particolare per la situazione aeroportuale». Però sostiene, infine, che «il pubblico potere in ambito aeroportuale non può venir meno».

Il successivo relatore, il Prof. Bruno Franchi, presidente dell'ANSV, precisa subito che le riflessioni che si accinge ad esporre sono quelle di un giurista e non dell'incaricato di ruolo istituzionale.
Si è chiesto perché nell'ordinamento aeronautico si sia giunti
«a questa confusione».
Riguardo la riforma del Codice, afferma che la Commissione incaricata, di cui egli faceva parte,
«concluse nei sei mesi di tempo assegnati i suoi lavori, immuni da pressioni lobbystiche».
Ma i risultati presentati allora al ministro pro-tempore sono stati chiusi in un cassetto e come tali, rimasti lettera morta!
In merito alla commissione Riggio si chiede:
«a che è servita?», visto che poi il ministro ha deciso di affidarsi ad una commissione istituita dal presedente della IX Commissione della Camera, on. Romani, la quale non ha tenuto conto della difficoltà di coordinare giuridicamente il nostro ordinamento con le indicazioni e le normative internazionali e comunitarie, per la differenza ordinamentale esistente nel nostro paese rispetto a paesi di differenti legislazioni.
Riguardo al progetto Romani osserva che non si può affidare al gestore aeroportuale il ruolo di garante della sicurezza, perché è compito dello stato che deve essere presente sull'aeroporto.
«Ad esempio in Germania -cita- l'Aviazione civile è dovuta tornare negli aeroporti per effettuare i controlli di safety che i gestori aeroportuali (incaricati della funzione) NON facevano!».
Franchi ha aggiunto che la mancante previsione di controlli su ENAC ne farebbe un soggetto monopolistico.

Infine il prof. Tullio dell'Università "La Sapienza" ha orientato il suo intervento principalmente sulla protezione e sul diritto dei passeggeri in ordine ai risarcimenti per danni subiti, ma non ha mancato di pronunciarsi sull'importanza che il Codice vada riformato ed aggiornato.

Nella sessione pomeridiana dedicata alla tavola rotonda su «l'integrazione delle componenti del sistema dell'Aviazione Civile», coordinata dal sen. Pedrini, sono intervenuti il prof. Riggio (già citato) ed il Consigliere di Stato Mastrandrea, che si è limitato ad osservazioni generiche in merito ai contenuti del Codice della Navigazione e delle leggi dello Stato, mentre si è pronunciato a favore del mantenimento del Direttore d'aeroporto come autorità aeroportuale con la società di Gestione che dovrebbe avere solo il ruolo di coordinatore degli altri operatori aeroportuali.

Si sono poi succeduti, con argomentazioni relative all'oggetto, gli interventi dell'ing. Cereti di Alitalia, dell'avv. Marazzani di ENAV, dei rappresentati del capo di Stato Maggiore dell'AMI (assente per altri impegni), della dott.ssa Chiavarelli (ENAC), del dott. Galia di Vitrociset.

Interviene l'ing. Sciacchitano, in rappresentanza del presidente di ENAC dott. Roma, il quale rileva che il salto di qualità richiesto ai gestori aeroportuali nostrani è paragonabile allo status rivestito da tempo in Gran Bretagna di veri gestori di tutte le attività aeroportuali a fronte del ruolo dei nostri che finora sono stati praticamente poco più di gestori di aerostazione.
Ha poi affermato che che il recente Audit ICAO nei confronti di ENAC si è concluso positivamente per quanto riguarda la verifica eseguita di recente in merito alle osservazioni fatte durante l'audit (relativo ai soli Annessi ICAO 1, 6 e 8) mentre prossimamente verrà tenuta un'ispezione relativa all'Annesso 14.
Infine ha rilevato come l'EASA (Agenzia europea per la sicurezza dell'aviazione civile) diventerà operativa fra 12 mesi, iniziando dalla certificazione degli aeromobili (Annesso 8), poi in merito all'Annesso 1 e ai Certificati di Operatore aereo ed infine sulle materie relative all'assistenza al volo e agli aeroporti.
Ciò farà diventare ENAC per buona parte solo un'agenzia locale di verifica dell'applicazione delle norme EASA e non più un ente normatore a tutto campo.

Molto interessante (anche se di curia) l'intervento dell'avv. Livia Magrone che riproduciamo di seguito e che consigliamo di leggere attentamente.

Al termine della tavola rotonda nella sessione riservata al dibattito si sono ancora avuti gli interventi del Gen. Pugliese [già Direttore della ex DGAC] che ha sostenuto la indispensabilità di mantenere integra la figura, il ruolo ed i poteri del Direttore d'aeroporto, anche come interfaccia del comandante militare negli aeroporti militari aperti al traffico aereo civile.

Infine anche l'autore di questa cronaca del Convegno annuale ha avuto modo di aggiungere un tassello al dibattito attraverso un breve intervento di cui è riportato il testo.

Ha concluso il Convegno l'intervento finale dell'Avv. Rinaldi Baccelli rilevando «come il nostro paese debba ancora crescere come importanza internazionale ed europea, visto come, ad esempio, nelle vicende di Malpensa, organi europei quali il Consiglio, abbiano sempre discriminato e penalizzato l'Italia ed il popolo italiano.»

Per concludere devo rilevare che nell'edizione di quest'anno, oltre alla defezione di diversi oratori previsti, l'evidente assenza di organismi sindacali di terra e di volo, in particolare di quelli dei piloti che dovrebbero essere interessati alla riforma se non altro per gli aspetti che riguardano direttamente la sicurezza del volo e degli aeroporti!
Assenti anche molti di quei politici che avendo conoscenze molto superficiali del settore hanno preteso di affrontarne la Riforma affidandosi a cosiddetti esperti validi per tutte le stagioni.

RD

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